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Il Focus sulle prospettive future dei Veicoli Elettrici (VE) in Europa

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Pubblicato da in Opinioni · 13 Marzo 2018
Tags: veicolielettrici
Il Focus di questo mese consiste in una breve ricognizione sulle prospettive future dei Veicoli Elettrici (VE) in Europa così come elaborate recentemente da alcune utilities, associazioni di categoria e TSO europei. Sempre più spesso le aspettative sulla diffusione dei VE assumono un ruolo centrale nel dibattito sugli scenari energetici data la possibilità che questi siano un fattore di crescita per la domanda elettrica ma anche per gli investimenti in reti di trasmissione e distribuzione che generano nonché l’impatto che possono avere sul bilanciamento della rete.
Terna ha recentemente pubblicato il Documento di Descrizione degli Scenari (DDS) che è parte integrante del Piano di Sviluppo (PdS) 2018 elaborando due scenari, il cd Terna-Base e Terna-Sviluppo (http://www.terna.it/it-it/sistemaelettrico/statisticheeprevisioni.aspx).
Lo scenario Base si caratterizza per un livello di crescita economica e demografica più basso e per un minor grado di sviluppo delle risorse rinnovabili. In questo contesto Terna ha ipotizzato un numero di VE pari a 1.6m al 2030. Nello scenario Sviluppo invece, in cui il driver economico e quello demografico sono più favorevoli e così la crescita delle rinnovabili, si è ipotizzato un numero di VE al 2030 pari a 4.5m.
Il confronto fatto in questo articolo con altri scenari sia per l’Italia che per altri paesi europei mostra come le assunzioni nei due scenari Terna non siano particolarmente ‘aggressive’. Tuttavia, bisogna considerare che l’industria dei veicoli elettrici è ancora nelle sue fasi iniziali. Ad oggi la quota di mercato dei veicoli elettrici infatti è inferiore allo 0,1% nella maggior parte dei mercati europei e più specificamente nei mercati italiano, tedesco, francese e belga che vengono descritti in questo articolo.
Gli scenari analizzati per questi quattro paesi appaiono quanto meno sfidanti se si considera che dal basso livello di penetrazione di partenza i VE dovranno raggiungere una ‘quota di mercato’ considerevolmente più alta, fino al 27% nel caso più alto, implicando cioè una crescita esponenziale di VE in relazione alle nuove immatricolazioni. Peraltro, questo sviluppo potrebbe essere sostenuto da una nuova regolamentazione a livello UE come il “Clean Mobility Package”, che prevede di ridurre al 2030 le emissioni delle automobili del 30% rispetto al 2021.
Nonostante il forte aumento ipotizzato di veicoli elettrici nei quattro mercati analizzati, l’impatto sulla domanda, seppur positivo, dovrebbe essere relativamente contenuto, fino ad un 5% della domanda complessiva nel caso più alto.
Per quanto riguarda l’impatto sulla domanda di punta, questo è funzione non solo della dimensione del parco circolante elettrico ma anche delle modalità temporali nella ricarica dei VE. Lo sviluppo di algoritmi di smart charging per esempio, potrebbe aiutare a contenere l’impatto sulla domanda di punta. Va inoltre tenuto conto che le auto elettriche dovrebbero avere anche una funzione di accumulo, fatto questo che consentirebbe di smussare alcuni picchi orari o giornalieri nella richiesta di potenza.
Aspettative di una forte crescita di veicoli elettrici Italia, Germania, Francia e Belgio sono paesi con un significativo mercato di autovetture in termini di automobili pro capite. Nel 2017 sono stati presentati diversi scenari di crescita dei VE per questi paesi. Gli scenari proposti indicano che i veicoli elettrici potrebbero catturare fino al 27% del mercato delle autovetture entro il 2030.
A livello nazionale, un altro scenario da considerare è lo studio di Enel e Ambrosetti che quantifica l'impatto economico della crescita dei veicoli elettrici in Italia, sviluppando quattro scenari di crescita (Enel, 2017). Questi sono basati su diverse ipotesi, tra cui la potenziale parità di costo tra motori elettrici e motori a combustione interna. Secondo lo studio, la penetrazione di veicoli elettrici nel mercato italiano delle autovetture potrebbe variare tra 2,0 e 9,0m di auto elettriche entro il 2030.
La media tra gli scenari ENTSO-E e lo scenario alto di Enel è pari a circa 6,5m. Ciò rappresenterebbe il 17% dell'attuale flotta di 38m di automobili (ACEA1, 2017a). Come si accennava, tali obiettivi risultano senz’altro sfidanti, forse non tanto in termini assoluti, ma in termini relativi considerata la esigua base di partenza. Per esempio, nel 2016 in Italia i veicoli elettrici plug-in (plug-in Hybrid Electric Vehicles – PHEV) o i veicoli elettrici a batteria (Battery Electric Vehicles – BEV) avevano una quota di mercato di solo 0,03% (ACEA, 2017b).
La realizzazione di questi scenari di crescita sarà chiaramente influenzata dall’evolversi del quadro normativo tuttavia anche la velocità con cui verrà sostituita l'attuale flotta di autovetture avrà un ruolo determinante. Le automobili tendono ad avere una durata tecnica relativamente lunga: l'età media della flotta italiana è attualmente di 10,7 anni, superiore a quella di Germania, Francia e Belgio, dove l'età media è di circa 9 anni (ACEA, 2017c). Pertanto, il processo di sostituzione non è istantaneo e plausibilmente varierà da paese a paese. Nel 2016 i tassi di sostituzione di auto nuove con auto vecchie erano compresi tra il 5% in Italia e il 10% in Belgio. Ciò significa che una buona parte delle auto che sono state vendute negli ultimi anni saranno ancora in uso al 2025. Un altro fattore importante è la preferenza del consumatore: una quota sempre crescente di nuove immatricolazioni dovrà essere elettrica per realizzare gli scenari indicati.
A supporto degli scenari ipotizzati per i quattro paesi europei, va notato che gli obiettivi al 2030 di VE sottendono un tasso di sostituzione di auto vecchie con auto nuove sostanzialmente in linea con la media registrata negli ultimi dieci anni. In altri termini tali scenari non hanno bisogno di una forte crescita nel numero di nuove immatricolazioni che potrebbe apparire irrealistica. Quello che invece deve cambiare rispetto al passato per ottenere quegli obiettivi è senz’altro la scelta del consumatore: a parità di nuove immatricolazioni deve cioè variare il mix con un’enfasi crescente verso le auto elettriche a scapito di quelle tradizionali.
Ad esempio per l’Italia, la quota delle immatricolazioni di VE sulle immatricolazioni totali dovrà crescere dallo 0,1% nel 2016 al 48% nel 2030 affinché il target di 6,5m sia raggiunto. Ciò significa che un’auto su due vendute al 2030 dovrebbe essere elettrica.




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